CHE COS’È UN LASER ?
Il
nome laser deriva dalle iniziali di altrettante parole
in lingua inglese che spiegano il fenomeno fisico
dell'amplificazione di luce mediante emissione stimolata
di radiazioni:
Light
Amplification by Stimulated Emission of Radiation
Il
laser è quindi una fonte di luce che viene stimolata
ripetutamente (Emission).
IL PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO DEL
LASER
Il funzionamento del laser si basa
sull’emissione stimolata di radiazione da parte degli
atomi di una certa sostanza che viene chiamata materia
attiva. Gli atomi vengono dapprima eccitati, cioè
pompati in uno stato energetico superiore tramite una
sorgente, quindi stimolati ad emettere l’energia
immagazzinata per mezzo di una radiazione esterna di
frequenza determinata. I fotoni che compongono la
radiazione emessa, hanno la frequenza caratteristica
degli atomi che li hanno prodotti e viaggiano in fase
con i fotoni stimolatori. L’amplificazione della luce
viene ottenuta come conseguenza del movimento dei fotoni
in una cavità risonante, cioè in uno spazio delimitato
da due specchi paralleli, di cui uno totalmente
riflettente e l’altro solo parzialmente. Durante il
movimento, i fotoni colpiscono altri atomi eccitati che
a loro volta emettono nuovi fotoni. Contemporaneamente,
la luce laser monocromatica ad alta intensità e
direzionalità filtra all’esterno attraverso lo
specchio semiargentato.
L’errore che più
comunemente viene commesso è quello di pensare che il
laser possa risolvere da solo qualsiasi problema in
quanto apparecchio
meraviglioso e sofisticato.
Alla base del successo, rimane sempre e comunque l’uomo
con le sue conoscenze meccaniche
.
Alcuni esempi di Laser
Laser a stato solido
Laser a Rubino : il laser
a rubino è importante soprattutto dal punto di vista
storico, essendo stato il primo laser a funzionare nel
1960 (Maiman). Il rubino è un cristallo di allumina (sesquiossido
di alluminio: Al2O3),
drogato con circa lo 0.05% di ioni cromo trivalente Cr2O3,
che gli conferiscono il caratteristico color rosso.
L'alluminio e l'ossigeno sono otticamente inerti, mentre
gli ioni Cr3+ sono i
centri otticamente attivi. Si tratta di un laser a 3
livelli: quando si irraggia il cristallo di rubino con
luce bianca, questa viene assorbita dagli ioni cromo e
molti elettroni vengono eccitati in un'ampia banda di
livelli energetici. Alcuni elettroni ritornano
rapidamente allo stato fondamentale, ma altri, tramite
una transizione che cede energia vibrazionale al
cristallo, vanno in livelli metastabili la cui vita
media è circa 104 volte maggiore di quella degli altri
stati eccitati. Quando l'atomo si diseccita emette luce
rossa. Questo fenomeno, che tra l'altro è responsabile
della brillantezza del rubino, viene sfruttato per
ottenere l'emissione laser del rubino su due righe a 692
e 694.3 nm. E' interessante notare come il rubino,
cresciuto sotto forma di cristallo cilindrico, viene
usato sia come mezzo attivo che come risonatore: le due
basi del cilindro, piane e parallele, vengono infatti
lavorate otticamente e rivestite con un coating
riflettente (tipicamente R1 ~ 96% ed R2 ~ 50%) in modo
da funzionare come i due specchi di un risonatore
ottico. Il laser a rubino ha bisogno di una sorgente di
pompaggio assai intensa, trattandosi di un sistema a tre
livelli, quindi poco efficiente; si usano in genere
lampade a Xenon o a vapori di mercurio. Le potenze di
uscita tipiche sono dell'ordine di qualche Watt quando
si opera in continua e arrivano a ~ 20 kW in regime
impulsato (impulsi da 100 J), a 100MW in Q-switching (~
10 ns) ed a qualche GW in mode-locking (1 fs).
Laser a Nd:YAG : si tratta
di uno dei più diffusi laser a stato solido. Il mezzo
attivo è costituito da un cristallo di Y3Al5O12,
detto comunemente YAG, drogato con Neodimio (Nd3+
che sostituisce Y3+).
Costituisce un sistema a 4 livelli che emette a 1.06
mm (vicino infrarosso) con
pompaggio ottico tramite lampada a Krypton. Il cristallo
ha una ottima conduttività termica, il che gli permette
di operare senza problemi in continua fino a ~ 700 W, o
ad alte frequenze di ripetizione. In regime impulsato
può fornire impulsi da 1013
W su 10 fs. Esiste una variante più economica di questo
laser, che è il Nd:Glass, dove i centri attivi di
neodimio sono ospitati invece che in un cristallo di YAG
in un vetro. E' più economico, ma ha una peggiore
conducibilità termica, per cui viene utilizzato solo in
regime impulsato a basse frequenze di ripetizione.
Laser a centri di colore :
è una classe di laser che utilizzano come centri attivi
i cosiddetti centri di colore in cristalli di alogenuri
alcalini (KCl, NaCl, LiF...), vale a dire elettroni che
sostituiscono uno ione negativo. Alcuni di questi
centri, opportunamente associati con ioni impurezza
positivi, costituiscono un ideale sistema a 4 livelli. I
centri di colore emettono in genere nel vicino
infrarosso e vengono pompati nel visibile. Si ottengono
potenze medie dell'ordine del mW, ed il laser può essere
usato per misure spettroscopiche a causa dell'elevata
purezza spettrale e dell'accordabilità in frequenza
della radiazione di uscita. Questi centri hanno il
difetto di funzionare bene, in genere, alla temperatura
dell'azoto liquido (77K), il che ne limita l'uso. Buone
prospettive offre il laser composto da centri F2+
(un elettrone che sostituisce due ioni negativi) in LiF,
che emette nel visibile a temperatura ambiente.
Laser a gas
Laser ad He-Ne : e' il
laser a gas più comune, più economico e più utilizzato.
Il mezzo attivo è il neon, mentre la presenza dell'elio
facilita il pompaggio, ottenuto tramite scarica
elettrica. E' stato il primo laser a funzionare in
continua. La miscela viene tenuta alla pressione di 1
torr e la pressione parziale dell'elio è di circa 5-10
volte superiore rispetto a quella del neon. In questo
modo l'elio assorbe l'energia della scarica portandosi
dal livello 11S ai
livelli 23S e 21S,
i quali sono risonanti con i livelli 4S e 5S del neon,
che funzionano come livelli superiori laser e
transiscono nei livelli P sottostanti. Si hanno
transizioni utili per il laser a l
= 633 nm (rosso - la più usata), l
= 543 nm (verde), l = 1.15
mm e l
= 3.39 mm (infrarosso). La
riga può essere selezionata tramite il risonatore ottico
e si ottengono potenze di uscita in continua di qualche
mW.
Laser a CO2 : è
il laser più importante per quanto riguarda le
applicazioni industriali, in quanto permette di ottenere
un fascio in continua di elevata potenza (fino a 1 MW),
con efficienze di conversione che arrivano al 40%. Il
mezzo attivo è composto da una miscela di CO2,
N2 ed He. Le molecole
di N2 hanno lo stesso
ruolo che aveva l'elio nel laser He-Ne: sono le molecole
di N2 eccitate che
trasferiscono energia per collisione alle molecole di CO2.
Emette a l = 10.6
mm (riga più utilizzata) e a
l = 9.6 mm.
Laser ad Argon : utilizza
argon ionizzato (A+)
come mezzo attivo. Come pompaggio si utilizza una
scarica elettrica con elevate correnti. Emette su una
serie di righe che vanno dal verde al blu-violetto. Le
transizioni più importanti sono l
= 514.5 nm (verde) e l = 488
nm (blu). Può raggiungere circa 100 W in continua e non
presenta problemi di saturazione.
Laser a Eccimeri : il
termine eccimero indica "dimero eccitato", cioè una
molecola, composta da due specie chimiche, che esiste
solo nello stato eccitato mentre nello stato
fondamentale non risulta legata chimicamente. Gli
eccimeri più utilizzati sono gli alogenuri di gas
nobili, dove atomi di argon, kripton, xenon, si
combinano, nello stato eccitato, con alogeni quali
cloro, fluoro... A seconda delle specie utilizzate si ha
emissione a diverse lunghezze d'onda; ArF:
l = 193 nm; KF:
l = 248 nm; XeCl:
l = 308 nm; XeF:
l = 351 nm. Come si vede
emettono tutti nell'ultravioletto e risultano essere la
sorgente laser più efficiente in questa regione
spettrale. Il pompaggio viene eseguito con una scarica
elettrica, preceduta da una preionizzazione ottenuta con
raggi X o utilizzando un fascio di elettroni. Si ottiene
funzionamento in regime impulsato fino a frequenze di
ripetizione di 1000 Hz e potenze medie di uscita fino a
1 kW .
Laser a liquido
Laser a colorante : tutta
una classe di laser, detti a colorante, o dye lasers,
usano coloranti (in alcool o acqua). La banda di
fluorescenza risulta molto larga e quindi esiste la
possibilità di accordare la frequenza del laser con
facilità. In generale sono pompati otticamente, con
lampade a flash molto rapide o con altri laser (N2
o Argon per la rodamina 64, che può anche lavorare in
continua)
Altri tipi di laser
Laser a semiconduttore :
contrariamente ai laser convenzionali, in cui vengono
coinvolti gli stati atomi o molecole, in un
semiconduttore non si può considerare un atomo isolato,
ma bisogna considerare tutto il cristallo nel suo
insieme, con una certa distribuzione degli elettroni,
che si dispongono in "bande" di energia. Operando una
semplificazione si può dire che in un semiconduttore
avremo una "banda di valenza" che risulterà "piena" di
elettroni, ed una "banda di conduzione", ad energia più
elevata, a distanza DE dalla banda di valenza, che
conterrà pochi elettroni. Con diversi metodi è possibile
ottenere all'interno del cristallo una vera e propria
inversione di popolazione. Se non si inserisce il
sistema in un risonatore (che può essere costituito
dallo stesso cristallo di semiconduttore) si ottiene un
LED (Light Emitting Diode, dove si usa il materiale come
diodo e si ottiene l'eccitazione quando la corrente
fluisce in polarizzazione diretta), altrimenti avremo un
laser a semiconduttore. Esistono molti di questi laser,
che emettono potenze medie di 10 mW in continua e
raggiungono i 100 W in regime impulsato. Sono assai
efficienti (50-60%). Esempio tipico è il laser GaAs, che
emette tra l = 820 nm e
l = 900 nm (intrarosso).
Laser a elettroni liberi (FEL)
: nel Laser ad Elettroni Liberi non si usa un sistema di
atomi o molecole come mezzo attivo, bensì un fascio di
elettroni relativistici. Questi vengono costretti su una
traiettoria oscillante da un campo magnetico statico
variabile nello spazio (generato da un oggetto detto
ondulatore magnetico), per cui, come tutte le cariche
accelerate, perdono energia emettendo radiazione.
Volendo trovare analogie con i sistemi laser
convenzionali, si può osservare che il campo magnetico
prodotto dall'ondulatore gioca il ruolo del mezzo
attivo, mentre il fascio di elettroni è l'equivalente
del sistema di pompaggio dei sistemi laser tradizionali.
In effetti in un FEL ha luogo l'interazione tra la
radiazione di sincrotrone emessa dagli elettroni, il
campo statico dell'ondulatore e gli elettroni del
fascio. In condizioni opportune è possibile sottrarre
energia agli elettroni del fascio per trasferirla al
fascio laser ottenendo così amplificazione della
radiazione. Contrariamente a quanto avviene nei laser
convenzionali è tuttavia possibile anche il processo
inverso, che implica un'accelerazione degli elettroni a
spese del campo elettromagnetico. La caratteristica che
rende il Laser ad Elettroni Liberi assai interessante
rispetto ai laser convenzionali è quella dell'accordabilità
in lunghezza d'onda: in teoria è possibile variare la
lunghezza d'onda di emissione .
Dove lu
è il periodo dell'oscillazione spaziale del fascio,
g
è il fattore relativistico
che indica l'energia degli elettroni e K è legato al
campo magnetico dell'ondulatore. Come si vede, è
teoricamente possibile controllare la lunghezza d'onda
della radiazione prodotta dal FEL cambiando questi
parametri. Tuttavia lo spettro di variazione dei
parametri in gioco è limitato da problemi fisici e
tecnologici: l'energia degli elettroni dipende dalla
macchina acceleratrice e con la stessa macchina non è
possibile modificarla oltre certi limiti; i campi
magnetici ottenibili hanno dei limiti fisici intorno a
valori di una decina di Tesla ed il passo
dell'ondulatore non può essere ridotto al di sotto del
centimetro senza pregiudicare altri parametri del
sistema. Infine le dimensioni ed il costo della macchina
acceleratrice crescono al crescere dell'energia degli
elettroni, rendendo così difficilmente realizzabile un
FEL compatto per piccole lunghezze d'onda. Quindi si
otterrà un laser che emetterà in una determinata regione
spettrale (onde millimetriche, lontano infrarosso,
vicino infrarosso, visibile, UV...) e avrà dei buoni
margini di accordabilità, ma sempre nella stessa regione
spettrale. Ad esempio presso il centro ENEA di Frascati
è funzionante un FEL nella regione delle onde
millimetriche operante tra l
= 2.1 mm e l = 3.6 mm con una
potenza di 1.5 kW su 4 ms, e
sta per entrare in funzione una modifica dello stesso
che permetterà di ottenere radiazione tra 400 ed 800
m m. Essendo il FEL una
macchina tecnologicamente assai complessa e "giovane"
nel panorama delle sorgenti di radiazione coerente, non
sarebbe risultata proficua dal punto di vista
applicativo la realizzazione di macchine operanti in
zone spettrali già ampiamente coperte da sorgenti laser
convenzionali, meno costose e più sperimentate. Questo
lascia spazio alle piccole lunghezze d'onda - UV e raggi
X - e alle grandi lunghezze d'onda - Lontano Infrarosso
e Onde Millimetriche - ove vi è carenza di sorgenti
convenzionali o ove queste presentano limiti. Il forte
interesse per sorgenti coerenti a piccole lunghezze
d'onda si scontra però con gli enormi costi e
dimensioni, e con intrinseche difficoltà fisiche e
tecnologiche, per la realizzazione di apparati FEL
operanti in queste regioni spettrali.
Applicazioni del Laser
Le applicazioni dei laser sono
molteplici ed assai importanti. Si può con certezza
affermare che nel campo dell'ottica e della
spettroscopia il laser ha avuto un ruolo pari a quello
dei transistor nell'elettronica. Cercheremo qui di dare
un'idea, seppure forzatamente limitativa, delle
applicazioni dei laser nelle varie branche della scienza
e della tecnologia e della ricaduta nella nostra vita
quotidiana.
Applicazioni scientifiche
Ottica non lineare : la radiazione laser
di elevata potenza può dar luogo a modifiche del
comportamento di alcuni materiali e generare fenomeni
non lineari. Un esempio tipico è quello della
generazione di armonica in cristalli non lineari, ove è
possibile ottenere frequenze multiple della frequenza
incidente sul cristallo, permettendo così di "creare"
sorgenti altrimenti non ottenibili.
Spettroscopia : i laser risultano assai
utili per lo studio delle proprietà di assorbimento dei
materiali, in quanto sono accordabili in frequenza e la
radiazione emessa esibisce larghezze di banda assai
piccole. Risultano poi insostituibili quando è
necessario effettuare spettroscopia in emissione, in
quanto permettono di raggiungere elevate potenze di
pompaggio in zone spettrali molto ben definite, al
contrario delle lampade convenzionali.
Generazione di impulsi ultracorti : la
possibilità di ottenere da un laser impulsi ultracorti
risulta assai utile quando si deve seguire la dinamica
di fenomeni estremamente veloci, per esempio la
fotosintesi.
Applicazioni industriali
Lavorazione materiali : il fascio laser
può essere focalizzato su dimensioni dell'ordine della
lunghezza d'onda. In tale modo è possibile tagliare,
saldare, forare, trattare materiali con grande
precisione. Inoltre se consideriamo un laser con potenza
di uscita pari a 1 kW, focalizzato su un'area di 100
mm, si ottiene una densità di
potenza pari a 107 W/cm2.
In generale si ottiene la fusione dei metalli a partire
da 105 W/cm2,
mentre con 106-107
W/cm2 si ottiene
evaporazione del materiale. Quando si raggiungono
densità di potenza dell'ordine di 109
W/cm2 il vapore si
ionizza e si produce plasma ad alta temperatura. Questo
fenomeno è da evitare, in quanto il plasma assorbe la
luce ed impedisce alla radiazione del laser di
raggiungere il materiale. E' possibile saldare con il
laser; per far questo è necessario utilizzare basse
potenze ed impulsi lunghi (10-2-10-3
s). E' un metodo assai utilizzato in microelettronica,
in quanto permette di ottenere saldature senza un
contatto fisico con un altro materiale, il che evita la
contaminazione della saldatura con impurezze.
Microelettronica : nel campo della
microelettronica si usa ad esempio per creare circuiti a
film sottile. Un laser Nd:YAG, con potenze di picco di 1
kW, impulsi di 200 ns e frequenza di ripetizione di 400
Hz viene focalizzato su uno spot da 10
mm. Il fascio si muove ad una
velocità di 2 mm/s ed evapora una stretta striscia di
film metallico di spessore 1 mm
depositata su un cristallo di zaffiro. E' possibile
inoltre costruire microresistenze e microcapacità
evaporando il film in maniera particolare.
Trasmissioni : è noto che è possibile
trasmettere informazione modulando opportunamente con un
segnale una ampiezza o una frequenza, detta portante.
Questo è il metodo con cui funziona la comune radio in
modulazione di frequenza (FM) o di ampiezza (AM).
Tuttavia un limite per questo metodo è costituito dal
fatto che la frequenza del segnale (modulante) deve
essere più bassa della frequenza della portante. In
particolare il rapporto tra modulante e portante
fornisce il numero di "comunicazioni" simultanee
ottenibili. Questo significa che una linea telefonica su
fibra ottica, ove la modulante è a frequenze dell'ordine
del kHz e la portante è costituita dalla luce di un
laser nel visibile, che ha frequenze dell'ordine di 1012
Hz, permette di gestire contemporaneamente 109
connessioni .
Radar Laser : noto anche come Range
Finder, funziona analogamente ad un radar a microonde,
rivelando oggetti distanti e registrando informazioni su
di essi. I vantaggi di un tale metodo sono legati
all'elevata frequenza della portante, alla direzionalità
della radiazione, all'operazione con impulsi ultracorti.
Tuttavia esistono anche alcuni svantaggi: l'elevata
risoluzione si traduce in tempi grandi per lo scanning,
per cui in genere questo sistema viene utilizzato in
parallelo con il radar tradizionale, che con un rapido
scanning individua il target, quindi si usa il range
finder per misure accurate, quali la misura della
velocità per shift Doppler .
Misura di distanze con metodi
interferometrici : nella moderna ingegneria, soprattutto
meccanica, è necessario lavorare pezzi di grosse
dimensioni con precisioni elevate; per esempio i
componenti di un aereo hanno dimensioni superioni al
metro e vengono lavorati con precisioni dell'ordine dei
10 mm. Accuratezze di questo
tipo possono essere raggiunte effettuando le misure con
metodi di interferometria laser, in virtù della coerenza
della radiazione, raggiungendo precisioni dell'ordine di
l /2.
Olografia : in una foto è possibile
ricavare informazioni sull'ampiezza della luce che viene
riflessa dal soggetto della foto (intensità) e sulla sua
frequenza (colore). Si perde però ogni informazione
sulla fase! Se fosse possibile ricostruire anche
l'informazione di fase si potrebbe virtualmente ricreare
un fronte d'onda identico a quello originariamente
proveniente dal soggetto della foto. Questo è in linea
di massima quello che avviene con un ologramma: su una
lastra di tipo fotografico si registra l'informazione
sulla fase. Per far questo è necessario utilizzare un
fascio di luce coerente, sdoppiarlo ed utilizzarne una
parte per illuminare l'oggetto e l'altra come fascio di
riferimento. Quando si ricompongono i due fasci , dato
che si tratta di onde coerenti daranno luogo ad una
figura di interferenza, che impressionerà la lastra come
una serie di punti di diversa opacità. Questa lastra
fotografica è l'ologramma. Se ora si illumina la lastra
con il solo fascio di riferimento, sarà possibile
osservare in trasmissione un'immagine "virtuale"
dell'oggetto fotografato. L'olografia, oltre a
permettere la visualizzazione tridimensionale di oggetti
può essere utilizzata per altri scopi:
-
Accurate misure interferometrice di
piccole variazioni delle dimensioni di un oggetto
(fino ad variazioni dell'ordine di
l/2) possono essere
eseguite facendo interferire le onde diffratte
dall'oggetto con quelle del suo ologramma ottenuto
in precedenza. Questo metodo viene utilizzato, per
esempio, per "visualizzare" le vibrazioni che si
propagano sulla superficie di una struttura solida,
in modo da poterne evidenziare difetti costruttivi o
punti ove gli stress rischiano di diventare
eccessivi.
-
Le tecniche olografiche possono
essere utilizzate nel campo della microscopia, ove
la profondità di campo diventa un limite. La tecnica
olografica permette di studiare l'intero campione,
senza la necessità di sezionarlo in piani, con il
rischio di modificarne la struttura.
-
Studio della diffusione della luce
da parte di particelle in sospensione in un gas,
mediante l'esame di ologrammi ottenuti con una
successione di brevissime esposizioni alla luce di
laser impulsati.
-
Studio del moto di un oggetto
veloce: si utilizza la luce di un laser impulsato
per ottenere le figure di inteferenza corrispondenti
a fasi successive del moto dell'oggetto; in tale
modo si ottengono descrizioni dettagliate delle onde
d'urto e della scia prodotte dall'oggetto in
movimento in un mezzo fluido.
-
Misura dell'ampiezza di vibrazione
di membrane, contando il numero di frange.
-
Tecnica di immagazzinamento
dell'informazione in una sorta di "memoria ottica".
Applicazioni medicali
In chirurgia è possibile utilizzare il
laser come bisturi selettivo e ad alta precisione.
Infatti, oltre alle dimensioni assai ridotte dello spot,
dato che cellule diverse assorbono in maniera differente
diverse lunghezze d'onda è possibile operare
selettivamente su alcune cellule, lasciando intatte o
quasi quelle circostanti. I laser più usati per queste
applicazioni sono il laser ad argon con la riga a
l = 488 nm, assorbito
selettivamente dalle cellule del sangue ed utilizzato
per curare il distacco della retina: viene infatti
focalizzato sulla retina e passa attraverso il
cristallino ed il corpo vitreo senza essere assorbito,
mentre la retina, essendo vascolarizzata assorbe la
radiazione e per effetto termico si produce una
saldatura. Inoltre il laser ad argon penetra nella pelle
e può essere usato per coagulare il sangue negli strati
più interni. Per contro il laser a CO2
(l= 10.6 mm) viene assorbito
dalla pelle ed in generale da tutti i tessuti che
contengono acqua; viene quindi usato come bisturi, con
il vantaggio che mentre taglia produce la
cauterizzazione dei tessuti, evitando la perdita di
sangue. Notiamo che questo laser emette nell'infrarosso,
per cui, per poterlo orientare, si usa un laser nel
visibile di bassa potenza che viaggia nella stessa guida
di luce. Proprio la possibilità di far viaggiare la
radiazione del laser in fibra ottica rappresenta un
altro vantaggio:è possibile utilizzare un laser anche
"all'interno" del paziente, semplicemente operando con
una sonda, una fibra ottica collegata al laser ed una
collegata ad una telecamera. In questo modo si può
evitare di "aprire" il paziente o addirittura si possono
eseguire operazioni altrimenti impensabili (come la
rimozione delle masse tumorali all'interno dei bronchi). |